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Terapia antalgica e riabilitazione

Stop al dolore - Perché? Quando? Come?



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Stop al dolore: perché?

Il dolore da sempre è stato considerato un tributo obbligatorio da pagare per superare una malattia. Tale convinzione è stata così a lungo radicata nella nostra cultura che la paura del dolore frequentemente prevarica quella della malattia.
Da alcuni anni, tuttavia, l’atteggiamento del mondo medico nei confronti del dolore è cambiato.
Da un lato il dolore non è più considerato una componente obbligatoria di molte patologia o procedure terapeutiche, ma è diventato un sintomo da combattere assieme alla malattia.
Dall’altro, sono state abolite le barriere burocratiche che rendevano difficoltoso un approccio tempestivo e corretto nei confronti del dolore severo. Le nuove normative sulla prescrizione dei farmaci analgesici, la disponibilità di nuovi prodotti e formulazioni e le linee guida per la realizzazione dell’ “Ospedale senza dolore” hanno conferito alle strutture sanitarie i mezzi per combattere questo sintomo tanto antico quanto temuto.

L’Istituto Nazionale per la Ricerca sul Cancro di Genova da anni svolge un ruolo preminente nella battaglia contro il dolore.

Stop al dolore: quando?

Il paziente oncologico può avvertire dolore nei seguenti casi: durante o dopo le terapie per la cura del tumore, quando il tumore interessa organi o tessuti particolarmente dolorabili, quando è portatore di un’altra patologia che determini dolore.

Dolore conseguente alla terapia

  • Chirurgica: dolore post-operatorio, cicatrice dolorosa, dolore da lesione dei nervi, dolore da amputazione.
  • Radioterapica: dermatite, infiammazione delle mucose della bocca, del tratto gastro-enterico e della vescica, dolore osseo o da lesione dei nervi.
  • Chemioterapica: infiammazione delle mucose della bocca, del tratto gastro-enterico e della vescica, dolore articolare, muscolare o nervoso, dolore locale da fouriuscita di farmaco.

Dolore da interessamento di organi o tessuti

  • Livello osseo: costale, vertebrale, bacino, ossa lunghe.
  • Livello viscerale: collo, torace, addome superiore ed inferiore.
  • Livello nervoso: compressione od interessamento di strutture nervose.

Dolore da altra patologia

  • Dolore cronico conseguente a patologie osteo-articolari, diabete, herpes zoster, malattie vascolari, cefalea.

Ogni tipo di dolore deve essere trattato in modo tempestivo ed adeguato per garantire al paziente il massimo risultato terapeutico nel più breve tempo possibile.

Stop al dolore: come?

Farmaci
Il dolore va combattuto con vari mezzi. La terapia farmacologica rappresenta il primo passo, sia per la provata efficacia che per la comodità di assunzione. Estremamente valide sono le nuove formulazioni di farmaci oppiacei per via orale e transcutanea (cerotto) le quali consentono trattamenti prolungati e personalizzati e che riducono inoltre gli effetti collaterali.
L’uso della morfina come degli oppiacei in genere non deve essere temuto, in quanto, quando assunti anche cronicamente a scopo analgesico, non espongono ai rischi di assuefazione/dipendenza che ne hanno limitato l’uso per lungo tempo.

Terapie locoregionali
Le terapie loco-regionali hanno lo scopo di combattere il dolore direttamente nella sede di origine, consentendo la riduzione e in alcuni casi l’abolizione dei farmaci. Le terapie iniettive (infiltrazioni, iniezioni locali) risultano efficaci in caso di dolore articolare, muscolare e nervoso. Le terapie invasive (blocchi anestetici, iniezioni midollari e cateterini), grazie alla loro selettività, consentono un'ulteriore riduzione di farmaci ed effetti collaterali.

Terapia di supporto
In molti casi il dolore si accompagna ad altri sintomi che ne amplificano la percezione. Dopo chirurgia o quando la malattia interessa strutture ossee possono coesistere dolore e disturbi di movimento che limitano l’autonomia della persona.
La chemioterapia e la radioterapia frequentemente inducono nausea, inappetenza e stanchezza: Tali sintomi, associati al dolore, possono sfociare in uno stato di depressione latente o manifesta che, se non riconosciuta e adeguatamente trattata, può indurre il paziente ad abbandonare ogni terapia. In questi casi è necessario che la terapia del dolore richieda la collaborazione degli altri servizi di terapie di supporto presenti nel nostro istituto: la riabilitazione per la cura dei deficit motori, la psicologia per la cura delle alterazioni del tono dell’umore e la nutrizione clinica per l’inappetenza e la stanchezza.

Famiglia
La famiglia ha un ruolo insostituibile nella gestione del dolore nei pazienti anziani o non autosufficienti. In questi casi è indispensabile individuare un membro della famiglia o una persona vicina che si assuma il compito della somministrazione dei farmaci negli orari ed ai dosaggi prestabiliti mantenendo costanti contatti con il servizio di terapia del dolore.
Anche nel caso di pazienti con un buon livello di autonomia, il sostegno psicologico e pratico fornito dall’ambiente famigliare è sempre di grande utilità.

La combinazione di varie metodiche terapeutiche garantisce migliori risultati con minori effetti collaterali.



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