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L'attivazione mutazionale dei geni ras rappresenta uno step importante in vari tipi di tumori umani ed in particolare nel cancro pancreatico e nel cancro colorettale, nei quali le mutazioni di KRAS2 sono presenti rispettivamente in circa 90% e 50% dei casi. I geni della famiglia ras codificano per piccole proteine che legano GTP e che hanno un effetto globale sull'espressione genica. Tali proteine, infatti, agiscono come interruttori molecolari di connessione tra i segnali extracellulari e i fattori nucleari di trascrizione. Nonostante i notevoli progressi fatti negli ultimi 20 anni nella biochimica, nella genetica, nella struttura e nella biologia di Ras, la nostra conoscenza delle funzioni di Ras nel cancro rimane ancora limitata (Figure 1 e 2). Un'importante differenza tra i geni ras wild-type e mutati è che i primi vengono silenziati dopo un breve periodo di attivazione, mentre i geni ras oncogenici portatori di specifiche mutazioni non vanno incontro ad inattivazione e restano attivi nel tempo. L'attivazione costitutiva dei geni ras nel cancro determina la formazione di complesse interazioni tra i loro effettori a valle, contribuendo così agli importanti cambiamenti funzionali che contribuiscono alla genesi e progressione tumorale e che comprendono inibizione dell'apoptosi, sopravvivenza cellulare, instabilità cromosomica, angiogenesi, invasione e metastasi. Le proteine Ras nelle cellule di mammifero sono localizzate sul lato intracellulare della membrana plasmatica e possono essere attivate (legame col GTP) o inattivate (legame col GDP) da stimoli fisiologici extracellulari o da segnali (tra cui fattori di crescita, citochine, segnali di adesione cellulare) tramite recettori specifici localizzati sulla superficie cellulare. L'att ???,?ivazione di Ras si realizza grazie ad alcuni Fattori di Scambio della Guanina (GEFs), che inducono un cambiamento conformazionale nella proteina Ras che determina la dissociazione del GTP. Nel caso in cui il GEF sia l'enzima SOS, il tempo di dissociazione del GDP è inferiore ad 1 sec, contro le circa 2 ore in assenza di SOS. Dopo il rilascio del GDP, le molecole di GTP, che nel citoplasma sono circa 10 volte più abbondanti di GDP, si associano ai loro siti di legame sulla proteina RAS per formare il complesso attivato RAS/GTP.

In condizioni fisiologiche alcune Proteine che Attivano la GTPasi (GAPs) inattivano la proteina RAS dopo poco tempo, favorendo l'idrolisi del GTP e la formazione del complesso inattivo RAS/GDP (Figura 2).

 

La via RAS/RAF può promuovere, a seconda del tipo cellulare e della quantità dello stimolo, sia la proliferazione, sia al contrario la differenziazione-quiescenza, introducendo cicline oppure inibitori delle chinasi cicline-dipendenti come P21WAF e P16INK. Inoltre, esistono diverse vie, non ancora del tutto note, che seguono l'attivazione della chinasi PI3-K mediata da Ras e che portano all'inibizione dell'apoptosi inattivando il fattore pro-apoptotico BAD. Le vie di sopravvivenza/apoptosi RAS/PI3-K sono complicate dall'interferenza di PTEN, un gene soppressore di tumore che regola l'enzima PKB/AKT e degrada i prodotti di PI3-K (http://www.nature.com/nrc/journal/v2/n5/weinberg_poster/).
La via Ras/PI3-K inoltre controlla, tramite RAC e RHO, il movimento cellulare e il rimodellamento del citoscheletro. Nei lieviti è stato osservato che la regolazione dell'instabilità dinamica dei microtubuli avviene tramite una GTPasi RHO-like, la CDC42, e la sua interazione con SCD1, un GEF putativo di CDC42, ed un'ulteriore interazione con il fuso mitotico. Se questa osservazione fosse estesa e provata anche nelle cellule di mammifero, l'instabilità cromosomica mediata da Ras modulando gli elementi del citoscheletro che interagiscono con i microtubuli del fuso mitotico, aggiungerebbe un altro importante tassello alla conoscenza dei meccanismi di genesi e progressione tumorale mediata da RAS.



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